Storia

Storia2019-02-18T17:56:10+00:00

Cenni storici

La media valle del Velino, oggi dominata da Cittaducale, era anticamente abitata da popolazioni che Tito Livio chiama Aborigeni e Pelasgi. Questi, durante l’età del Bronzo, avevano dato vita alle leggendarie città di Cotilia e Vatia, rispettivamente ad est e ad ovest dell’attuale abitato.

Nel territorio comunale di Cittaducale sorgeva l’antica Vatia (nella frazione di Santa Rufina (Cittaducale), città degli Aborigeni (mitologia) che Dionigi di Alicarnasso colloca pochi chilometri ad est di Rieti, lungo la Via Calatina. Nei pressi di Cittaducale, in località Valle Ottara (alle pendici del Colle Petescia), è stato rinvenuto un secondo sito protostorico, pertinente ad un abitato della media età del Bronzo (XIII-XII secolo a.C.). Pezzi di argilla cotta con impronte di rami sono stati messi in rapporto a resti di capanne protostoriche. Ossa di sus domesticus ed ovis attestano la presenza di animali da allevamento. Sembra che con il termine Vatia Dionigi di Alicarnasso volesse indicare l’intero complesso occupato dai due siti protostorici presenti oggi nel territorio comunale di Cittaducale, di cui una località scelta per l’insediamento stabile (Cittaducale, Valle Ottara) ed un’altra invece adibita a luogo di culto (Santa Rufina (Cittaducale)).

Nella frazione di Grotti alcune caverne presso i Monti dei Balzi conservano ancora oggi le tracce di pitture antropomorfe preistoriche.

Del periodo romano rimangono i resti archeologici delle Terme di Vespasiano, i quali sono localizzati ad ovest di Cittaducale, presso le Terme di Cotilia.

Il toponimo deriva dal latino Civitas ducalis. Fondata nel 1308 da re Carlo II d’Angiò, fu chiamata Città Ducale in onore di Roberto duca di Calabria, figlio di Carlo ed erede al trono del Regno di Napoli, di cui rappresentava all’epoca il baluardo più settentrionale (dopo Civitella del Tronto), a difesa dei confini con lo Stato della Chiesa. Tale caratteristica rimase intatta anche quando il Reame assunse il nome di Regno delle Due Sicilie. Nella Civitaducale (poi Cittaducale) si aggregò, secondo il progetto di popolamento angioino, la popolazione del contado, proveniente da alcuni castelli limitrofi, come Castel Sant’Angelo, Paterno, Capetra, Calcaiola ed altri borghi ancora.

Passata dal dominio degli Angioini a quello degli Aragonesi, ottenne da costoro il privilegio di battere moneta e si dimostrò fedele a questi ultimi tanto da dover sostenere continue lotte contro Rieti a difesa del Regno di Napoli. Nel corso del XVI secolo ottenne il titolo di Città e divenne sede di diocesi sotto Papa Alessandro VI Borgia, quindi fu data in feudo dall’imperatore Carlo V a sua figlia Margherita d’Austria, andata in sposa ad Ottavio Farnese. Sempre nel XVI secolo si svilupparono al suo interno delle lotte per la conquista del potere, in cui si contrapposero le famiglie dei Pandolfi e dei Mancini.

Alcune immagini

Dopo la dominazione dei Farnese, tornò alle dipendenze dirette dei Borbone di Napoli, amministrativamente compresa nella provincia del Secondo Abruzzo Ulteriore, con capoluogo L’Aquila, fino al 1861; terra di frontiera, ospitava un’importante dogana nei pressi della frazione di Santa Rufina, dove correva l’antico confine di Stato (che fino al 1927 fu ancora confine provinciale tra Abruzzo e Umbria).

Nella prima metà dell’Ottocento nei pressi di Cittaducale si svolse la battaglia di Rieti-Antrodoco, che viene ricordata come la prima battaglia del Risorgimento, nella quale si fronteggiarono le truppe napoletane comandate da Guglielmo Pepe e quelle austriache del Gen. Frimont, che fu nominato dal Re Principe di Antrodoco per la vittoria.

Nel 1927, in seguito alla decisione del governo italiano di riordinare le circoscrizioni provinciali, il Comune, insieme a tutto il territorio del suo ex circondario, dalla provincia di Aquila degli Abruzzi passò a quella di Rieti, appena istituita.

Il 6 e il 7 settembre 2008 Cittaducale ha festeggiato il suo 700º anniversario della fondazione con una spettacolare Rievocazione storica.

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